lunedì 21 gennaio 2019

Casa Imperiale Cantacuzene...



Delegazione Italiana della Casa Imperiale Cantacuzene (Kantakouzenos, Cantacuzeni, Cantacuzini, Cantacuzino) di Bisanzio (Despoti di Morea, Gran Principi Voivodi di Valacchia, Transilvania e Moldavia, etc...) ufficialmente riconosciuta dal Patriarcato Ecumenico Ortodosso di Costantinopoli, dal Patriacato Ortodosso di Mosca e dallo Stato Russo. Capo della Casa è SAI il Principe Basileus Vladimir Alexandrovic Gorshkov Cantacuzene, giovane medico cardiologo e docente universitario a Mosca, che è anche Gran Maestro degli ordini cavallereschi dinastici di San Costantino e del Drago, ordini internazionali di legittima collazione privata della sua famiglia.

Delegato per l’Italia è il Reverendo Padre Claudiu Cocan (Sacerdote della Santa Chiesa Ortodossa di Romania, Parroco di San Paisio a Cuggiono). Vice delegata è la Baronessa romena Lucia Chelcea (moglie del Conte Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Santa Anna Morosina). Fanno parte della delegazione: il Conte Michele Maria Biallo d'Avola Callattuvo e Serrano (imprenditore ed editore), il Cav. Dott. Enzo Bogazzi (della associazione “Italia Romania”), la Professoressa Angela Campanella (ricercatrice storica e scrittrice), il Barone Roberto Jonghi Lavarini, la Baronessa Gabriella Marinescu di Santangelo (poetessa italo-romena), la Nobildonna Mandilosani Lali dei Conti Panchulidze Aznauri (Patrizia Bizantina), e l’On. Ing. Romolus Popescu (presidente della associazione “Romeni in Italia”, già deputato alla assemblea nazionale costituente).



Sabato 23 febbraio 2019
Inaugurazione della Delegazione Italiana della
Casa Imperiale Cantacuzene di Bisanzio
(Voivodi di Valacchia, Transilvania e Moldavia)

Ore 10.00 Santa Messa Ortodossa in lingua italiana
Celebrata dal Delegato Padre Claudiu Cocan
Parrocchia di San Paisio, Via Cavour 27, Cuggiono

Ore 13.00 Pranzo Tradizionale Romeno
Osteria Posto 9, Piazza S.Bernardo 2, Cassinazza

Quota di partecipazione 30,00€ 
Prenotazione obbligatoria


mercoledì 9 gennaio 2019

Torneo benefico SMOM a Milano


Rinnovato governo-organigramma di Aristocrazia Europea

Nuovo GOVERNO
Associazione Culturale Internazionale
ARISTOCRAZIA EUROPEA

Consiglio di Presidenza:

Pierluigi Romeo di Colloredo Mels (presidente)
Loris Castriota Skanderbegh (vice presidente)
Lali Panchulidze Aznauri (vice presidente)
Ezra Foscari Widmann Rezzonico (presidente emerito)
Sforza Ruspoli di Cerveteri (comitato d'onore)
Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo (consulta araldica)
Roberto Comneno d'Otranto (comitato scientifico culturale)
Rosanna Chifari Negri (comitato dame e beneficenza)
Alberto Uva Parea (comitaro dimore storiche)
Cristina Egger Bertotti Tatalov (organizzazione eventi)
Arianna Zavagli Ricciardelli (segreteria generale)

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Soci Fondatori:

Ezra Foscari Widmann Rezzonico
Roberto Jonghi Lavarini
Alessandro Romei Longhena

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Comitato d'Onore:

Mons. Luigi Anfosso
SE Mons. Avondios Ioan Dimitri Bica
Mons. Luigi Casolini di Sersale
Mons. Iakovos Giannakis
SE Mons. Prof. John Kersey de Polanie-Patrikios
Padre Nenad Miodragov Jovanovic
SE Mons. Filippo Ortenzi
Mons. Josè-Apeles Santolaria de Puelles y Cruells
Mons. Massimilliano Watson Taylor of Strichen
Padre Alexander Sergeev Zarnadze

Gen. Carmine Bennato
Com. Giancarlo Cioffi
Gen. Francesco Cosimato
Amm. Mario Mancini
Coll. Stefano Manni di Isola di Torre Maina
Gen. Stefano Murace di Castel Misano
Com. Sergio Pogliani
Gen. Saverio Quartucci
Com. Armando Santoro
Coll. Angelo Vasta
Gen. Basilio Viola

SAR Don Sixto Enrique di Borbone Parma
SAR Irakli David Bagrationi di Imereti
SAR Tigran Bagratuni di Armenia
SAS Boris Kabardian Beckovich Chercassky
SAI Elizandra Bragança de Orleans
SAI Hugo Noberto Cabrera Rurikovich Kubarev
SAS Pieter Cantacuzino di Walacchia
SAI Prof. Roberto Comneno d'Otranto
SAI Vladimir Gorshkov Cantacuzene
SAR Pedrag Jakovljevic de Obrenovic di Serbia
SAI José Moscardo Vercher Monctezuma de Puntarenas y Boro
SAI Giovanni Paleologo di Bisanzio
SAR Marko Petrovich Niegos del Montenegro
SAI Tatiana Romanova di Russia
SAI Walter William Tomassini Paternò Leopardi

SAR David Castro OKaHale OKeouaNui - Hawaii
SM Tchiffy Zie Jean Gervais - Costa d'Avorio
SA Kevin Nyerere Znaki Mara - Tanganyka
SAI Davaanyam Purev Oidov - Mongolia
SAS Igor Sibirsky Genghisid - Siberia
SAS Thierry JeanBaptiste Souloque Lubin - Haiti
SAR Jonn Martin Raja Thomas - India

Sforza Ruspoli di Cerveteri
Maestro Spartaco Bertoletti
Ottavio Bevilacqua di Bevilacqua
On. Lodovico Boetti Villanis Audifredi
Costantino Brancia di Apricena
Luisa Bonanno di Linguaglossa
Giuseppe Carfi di Serra Rovetto Boscopiano
Marina De Beiret De Dampierre De Picot
Stefano Durazzo di Gabiano
Beatrice Feo Filangeri di Cutò
SE Giovanni Ferrara
Rudolphus Egon von Furstenberg
Bruno Henning Castellani di Malo
Massimo Mallucci de Mulucci
Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo
Giancarlo Maresca
Oriana Federico Filippo
Giuseppe Parodi Domenichi
Alessandro Romei Longhena
Sergio Luigi Sergiacomi de Aicardi
Antonfrancesco Vivarelli Colonna

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Sacrario d’Onore (+):

Giovangiorgio Afan De Rivera Costaguti
Gherardo Balbo di Vinadio
Gen. Umberto Cacace
Giacomo Scipione Caneva di Lisert e Verteneglio
Neri Capponi
Donna Fiorella Cencetti
Luigi Coda Nunziante di San Ferdinando
Barbara Delitala
Aldo Pezzana Capranica del Grillo
Claudio Procaccini di Monsanvito
On. Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse

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Comitato Scientifico-Culturale:

Roberto Comneno d'Otranto (presidente)
Gianfranco Bennedetto (vice presidente)
Enrico Bociollesi
Massimilliano Bonavoglia
Angela Campanella
Umberto De Giovanni
Massimo De Leonardis
Luigi Antonio Fino
Giacomo Gaggero
Valerio Leoni
Francesco Lotito
Sergio Luppi
Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo
Paolo Manazza
Cesare Marinacci
Marco Marinacci
Stefano Masullo
Paolo Possenti del Possente di Val Teara
Luca Romagnoli
Claudio Savoldi Bellavitis d'Urcei
Riccardo Scarpa
Giovanni Sessa
Attilio Vaccaro Belluscio
Carlo Vivaldi Forti
Luigi Zingone

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CONSULTA ARALDICA
(storica, genealogica, nobiliare, cavalleresca)


Presidente:
Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo
vice Presidente vicacario:
Avv. Salvatore Rosario Lupo Migliaccio di San Felice
Silvia Aymerich di Laconi
Loris Castriota Skanderbegh
Raffaele Coppola
Pier Francesco Gaviglio Rouby de Cals
Roberto Hinter Wipflinger von Hallein
Roberto Jonghi Lavarini
Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna Morosina
Emilio Petrini Mansi della Fontanazza
Luca Scotto di Tella de Douglas di Castel di Ripa
Paolo Vandelli Bulgarelli di Marsciano
Paolo Zampetti di Filattiera

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Commissione Castelli e Dimore Storiche:

Alberto Uva Parea (presidente)
Avv. Aldo Rozzi Marin (vice presidente)
Edoardo Algenti
Costantino Brancia d'Apricena
Ambrogio Carissimo Oltrona Visconti
Giancarlo De Col
Simone Percacciolo
Avv. Cesare Vernarecci di Fossombrone

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Commissione Esteri:

Gianfranco Benedetto
Zef Bushati (Albania)
Loris Castiota Skanderbegh
Levan Chkheidze (Georgia e Armenia)
Gianni Cuttica
Giancarlo De Col
Pierfrancesco Gaviglio Rouby de Cals (Svizzera)
Gianfranco Guerra
Lali Panchulidze Aznauri
Andreas Rovilos (Grecia e Cipro)
Alessandro Segnini Bocchia di San Lorenzo
Gustavo Alejandro Taricco Calvo Galli di Stroppo (Argentina)
Prof. Gary Lee Waldron Arundell di Wardour (USA)

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Consiglio Direttivo:

Giada Arioli
Prof. Gianfranco Benedetto
Gianpaolo Berni Ferretti
Claudio Bernieri
Andrea Canafoglia Venturini
Avv. Umberto Chialastri
Gen. Francesco Cosimato
Carlo Fedeli
Filippo Gerardo di Mottola
Roberto Jonghi Lavarini
Margherita Lanza di Scalea
Stefano Luigi Linati
Avv. Fabrizio Nucera Giampaolo
Avv. Giancarlo Parrini
Padre Michele Pirotta
Matteo Priori di Letino
Francesco Ugolini Pentini Rossini

giovedì 3 gennaio 2019

Archivio Storico Tomassini Paternò Leopardi



Archivio Storico della Augusta Casa Imperiale Heracliana Giustinianea dei Principi Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli, presieduta da Sua Altezza Imperiale il Principe Ezra Annibale Theo Paterniano Basilio Heraclio Giustiniano Foscari Widmann Rezzonico, e sue istituzioni: ordini premiali cavallereschi dinastici internazionali di legittima collazione privata (Ordine Imperiale Cristiano Ecumenico di San Costantino il Grande e San Giorgio Megalomartire, Ordine Imperiale Nobiliare della Coronona Heracliana di Costantinopoli, Ordine Imperiale Militare della Guardia d'Onore di Santa Sophia), e Accademia Universitaria Internazionale.

Informazioni, contatti, adesioni, segreteria generale:

archiviostoricoleopardi@gmail.com



venerdì 28 dicembre 2018

Consulta Araldica


CONSULTA ARALDICA (storica, genealogica, nobiliare, cavalleresca)
della associazione culturale internazionale ARISTOCRAZIA EUROPEA


Presidente: Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo
vice Presidente vicario: Avv. Salvatore Rosario Lupo Migliaccio di San Felice

Re d'Armi del Regno di Spagna


Consultori:
Silvia Aymerich di Laconi 
Loris Castriota Skanderbegh
Raffaele Coppola
Pier Francesco Gaviglio Rouby de Cals
Roberto Hinter Wipflinger von Hallein
Roberto Jonghi Lavarini 
Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant'Anna
Emilio Petrini Mansi della Fontanazza
Paolo Vandelli Bulgarelli di Marsciano
Paolo Zampetti di Filattiera



Re d'Armi del Regno Unito

giovedì 20 dicembre 2018

Cris Egger e Alberto Uva...

Ecco i nuovi vertici di Aristocrazia Europea...



Associazione Culturale Internazionale Aristocrazia Europea

Roma, 20 dicembre 2018 

Questo il rinnovato organigramma dei vertici sociali statutari:

Presidente: il Conte Prof. Pierluigi Romeo di Colloredo Mels e ville annesse. Vice Presidente Vicario: Sua Eccellenza il Nobile Dott. Loris dei Principi Castriota Skanderbegh d’Albania. Vice Presidente (con delega alle relazioni internazionali ed al dialogo ecumenico cristiano): Suo Onore la Nobildonna Mandilosani Lali dei Conti Panchulidze Aznauri. 

Presidente Emerito:  Sua Altezza Imperiale il Principe Ezra Foscari Widmann Rezzonico Tomassini Paternò Leopardi. Comitato d’Onore: Sua Eccellenza il Principe Romano Don Sforza Marescotto Ruspoli di Cerveteri, coadiuvato dal Molto Reverendo Padre Michele Maria Pirotta (Sacerdote Cattolico di Rito Orientale Bizantino) e dal Generale Francesco Cosimato. 

Consulta Araldica (storica, genealogica, nobiliare, cavalleresca e araldica): presidente il Conte Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo, vice presidente vicario il Barone Avv. Salvatore Rosario Lupo Migliaccio di San Felice. 

Comitato Scientifico Culturale: presidente Sua Altezza Imperiale il Principe Prof. Roberto Comneno, Duca d’Otranto, e vice presidente vicario il Nobile Prof. Gianfranco Benedetto.  Comitato Castelli e Dimore Storiche: presidente il Nobile Alberto Uva dei Conti Parea, vice presidente il Nobile Avvocato Aldo Rozzi Marin.  Comitato Dame e Beneficenza: la Nobildonna Dott. Rosanna Chifari Negri. Comitato Organizzazione Eventi:  la Nobildonna Cristina Vittoria Egger Bertotti Tatalov. 

Segreteria Generale: la Contessa Arianna Zavagli Ricciardelli.

Nei prossimi giorni saranno resi noti gli elenchi aggiornati dei membri del Comitato d'Onore, del Consiglio di Reggenza, della Consulta Araldica, del Comitato Scientifico Culturale, del Comitato Castelli e Dimore Storiche, e della Segreteria Generale (revisori dei conti e probiviri). Nelle prossime settimane saranno rinnovati anche logo, sito, blog e pagine social dell'associazione.

Aristocrazia Europea è una associazione culturale non a scopo di lucro. Si è stabilita, altresì, dal 1 gennaio 2019, per i nuovi soci ordinari, una quota di adesione una tantum di 500,00€ (comprensiva di tessera vitalizia, attestato di iscrizione e spilla sociale). Chi è già iscritto è esentato da questo obbligo pecuniario, ma, facendo una donazione minima della medesima cifra, a sostegno delle varie iniziative (culturali e benefiche) organizzate, può diventare socio benemerito (ricevendo relative tessera, attestato e spilla). Chi, già socio ordinario, senza obblighi, fosse comunque interessato ad ottenere solo tessera, attestato e spilla sociale, deve fare una donazione di 200,00€.

Infine, a cura della Consulta Araldica, per il 2020, sarà realizzata una Agenda di Aristocrazia Europea (sia cartacea che digitale) con i dati degli associati, delle loro famiglie e attività, anche professionali. Tutti gli stemmi araldici contenuti saranno appositamente ridisegnati, con assoluto rigore scientifico e gusto artistico, dalla stessa mano, per rendere tale opera assolutamente armoniosa, preziosa ed unica come gli antichi stemmari. A breve saranno rese note le modalità di adesione.



Informazioni, comunicazioni e adesioni presso la Segreteria Generale: 
aristocrazia.eu@gmail.com




venerdì 14 dicembre 2018

Riorganizzazione di Aristocrazia Europea


Prima del Santo Natale, saranno presentati ufficialmente i nuovi vertici ed il nuovo organigramma della nostra associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea. Tutti coloro che, regolarmente iscritti, sono interessati e disponibili a collaborare attivamente, come delegati regionali e provinciali o membri degli organismi interni (consulta araldica - storica - genealogica - cavalleresca, comitato scientifico culturale, gruppo dame e attività benefiche, commissione dimore storiche) possono inviare un proprio curriculum vitae aggiornato di presentazione, alla presidenza. Gli attuali delegati e membri, che non l'avessero ancora fatto, devono, invece, riassumere il loro operato in una relazione scritta, confermare il proprio interesse e disponibilità a continuare (e migliorare), presentando un breve programma per il futuro.

aristocrazia.eu@gmail.com

Ezra Foscari Widmann Rezzonico...


Il Conte Ezra Foscari Widmann Rezzonico ha rassegnato, oggi, al Principe Sforza Ruspoli, le proprie dimissioni dalla presidenza di Aristocrazia Europea, per occuparsi dell'archivio storico e della tradizione bizantina della famiglia principesca materna Tomassini Paternò Leopardi.

Le funzioni di presidente vengono assunte, per statuto, dal vice presidente vicario Conte Prof. Pierluigi Romeo di Colloredo Mels, coadiuvato dalla vice presidente Nobile Mandilosani Lali dei Conti Panchulidze Aznauri, in attesa delle decisioni dei vertici e fondatori della associazione.

I nostri ringraziamenti ed auguri agli amici Ezra, Pierluigi e Lali.

giovedì 13 dicembre 2018

Giuseppe Manzoni presidente della Consulta Araldica



 Il presidente e la vice presidente di Aristocrazia Europea, il Conte Ezra Foscari Widmann Rezzonico e la Nobildonna Mandilosani Lali dei Conti Panchulidze Aznauri, con il nuovo presidente della CONSULTA ARALDICA (storica, genealogica, cavalleresca) della nostra associazione culturale internazionale, il Conte Prof. GIUSEPPE MANZONI di Chiosca e Poggiolo (membro del Collegio Araldico di Roma e della Associazione Famiglie Storiche Italiane - ASNI che curano e pubblicano l'autentico Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, dignitario della benemerita Confraternita cristiana di San Jacopo di Compostella, dirigente della Associazione Nazionale Arma Cavalleria e della Associazione Docenti AESPI, collaboratore di diverse riviste, fra le quali Tradizione, uomo di profonda cultura, storico esponente della destra patriottica e tradizionalista, monarchica e cattolica, riconosciuto e stimato da tutti come uomo coerente ed integerrimo.


Il Maraja di Aristocrazia Europea...


Un saluto a tutti i soci di Aristocrazia Eurioea dall'antico impero subcontinente indiano, terra di oltre 500 stati sovrani (Re, Principi e Signori), da parte del nostro carissimo consocio onorario Sua Altezza Reale il Maraja Sir John Martin Thomas... uno dei pochissimi cristiani (ortodossi siriaci pre calcedoniani del Malankara)



lunedì 26 novembre 2018

Eventi, incontri, PR, cultura, politica, affari...

SAR Vittorio Emanuele di Savoia con Cris Egger
Lali Panchulidze con Ezra Foscari
Matteo Salvini con SAI George Romanof
Francesco Ugolini con il Principe Sforza Ruspoli
Padre Claudio Cocan, Lali Panchulidze e il Prof. Gianfranco Benedetto
Paolo Zampetti di Filattiera e Michel Pentasuglia de Cuia d'Aragona
Cristina Vittoria Tatalov Egger Bertotti
Pierfelice Degli Uberto e Stefano Linati
Stefano Durazzo di Gabiano, Lali Panchulidze e Alberto Uva Parea
Il Colonnello Stefano Manni e il Cavaliere Stefano Linati
Gen.Cosimato, Lali Panchulidze, Prof.Dugin, On.Ciocca e Maya Bubashvili

mercoledì 14 novembre 2018

Libri, storia e cultura...

Chi era davvero l’arciduca Franz Ferdinand, il cui assassinio, il 28 giugno 1914, ha provocato lo scoppio della Prima guerra mondiale? A presentare un ritratto originale e del tutto inedito di Francesco Ferdinando d’Austria-Este, nella prima biografia in Italia a lui dedicata, è il libro dello storico Roberto Coaloa, per i tipi di Parallelo 45 Edizioni, con il titolo Franz Ferdinand. Da Mayerling a Sarajevo. L’erede al trono Francesco Ferdinando d’Austria-Este (1863-1914).

Una domenica di giugno, cento anni fa, avvenne il fatto che divide nettamente in due la storia del nostro tempo: nell’attentato di Sarajevo furono uccisi l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sophie. Prima di quel giorno, esisteva un mondo che presto sembrò antico. Dopo quel giorno, è già il nostro presente. Se le osserviamo da vicino, quelle ore attraversate da un fato beffardo e inesorabile appaiono gremite di fantasmi, come quello di Rodolfo e dell’Imperatrice Elisabetta, e piene degli ultimi atti e del rovello interiore del personaggio più tragico della Duplice Monarchia, l’Imperatore Francesco Giuseppe, che si inquieta per i funerali del nipote Franz Ferdinand come se tutto il resto (la minaccia di una guerra mondiale) non contasse. Sfila la diplomazia cinica della belle époque, accanto ai ragazzini dell’attentato di Sarajevo, Gavrilo Princip e Nedeljko Čabrinović, in un valzer irresistibile, divertissements di una Vienna fin de siècle. Franz Ferdinand finirà dissanguato sotto i colpi di Sarajevo. Nessuno saprà aprirgli l’uniforme, cucitagli addosso a filo doppio.

Il volume di quattrocento pagine, con un archivio fotografico inedito, è arricchito da una prefazione dell’Arciduca Martino d’Austria-Este e da una postfazione di Luigi Mascilli Migliorini, professore di storia moderna e accademico dei Lincei, che osserva: «È difficile spiegare meglio di Roberto Coaloa il senso di una data come il 28 giugno 1914; una data che non può certo vantare la gloria di altre, squillanti di attese – il 14 luglio del 1789 ad esempio –, ma che come poche altre ha assunto il peso di una cesura tra tutto quello che c’è stato prima e tutto quello che è avvenuto poi».

L’Arciduca Martino d’Austria-Este ci riporta al centenario della Prima guerra mondiale, notando: «Il presente lavoro, che lo storico Roberto Coaloa ha dedicato al mio pro-prozio Franz Ferdinand, l’erede al trono degli Asburgo, assassinato a Sarajevo con la moglie, il 28 giugno 1914, è un importante studio che ci fa comprendere il dramma della Grande Guerra e le sue origini più profonde. Il conflitto mondiale, che invase l’Europa nell’estate del 1914, portò alla mobilitazione di 65 milioni di soldati e provocò milioni di perdite, anche fra i civili. La stima attuale è 20 milioni di morti e 21 milioni di feriti. Le dittature comuniste, naziste, fasciste, la Seconda guerra mondiale e molti problemi dell’attuale Europa, non ancora unita culturalmente, derivano da questa immane catastrofe innescata dalla morte di Franz Ferdinand».

Roberto Coaloa (già autore della biografia di successo Carlo d’Asburgo l’ultimo Imperatore. Il “gentiluomo europeo” profeta di pace nella Grande Guerra) indaga in profondità la vita di Franz Ferdinand, scoprendo il suo amore per la civiltà giapponese, il suo buon senso in politica, scovando testimonianze dei contemporanei e documenti inediti. Ci suggerisce lo storico: «L’arciduca, se fosse salito al trono, avrebbe salvato il secolare Impero degli Asburgo dalla catastrofe».

Roberto Coaloa (Casale Monferrato, 1971) è storico, critico letterario e scrittore, esperto di Risorgimento e Novecento, docente universitario e autore di saggi dedicati ai viaggiatori dell’Ottocento. Ha approfondito il pensiero del grande scrittore russo Lev Tolstoj, del quale ha scoperto alcune lettere e testi inediti, pubblicando per Feltrinelli il saggio Guerra e rivoluzione. È studioso degli Asburgo, in particolare dell’ultimo Imperatore Carlo.
È professore all’università di Paris-IV Sorbonne. È stato docente all'Università Statale di Milano nel corso di Scienze delle Comunicazioni, dove ha avviato un laboratorio di scrittura, diventato oggi un blog. È docente alla Summer School «L’impresa culturale nel Mediterraneo» dell’Università Orientale di Napoli, per la creazione di eventi, promozione e sviluppo del marketing nel territorio mediterraneo. Dal 2002 collabora al supplemento culturale del Sole 24 Ore, dal 2012 con il quotidiano Libero e dal 2018 con il quotidiano La Stampa.

Martino d’Austria-Este (Boulogne-sur-Seine, 1959) È figlio dell’Arciduca Robert d’Autriche-Este (nato nel castello di Schönbrunn, l’8 febbraio 1915, morto a Basilea il 7 febbraio 1996), terzogenito dell’imperatore Carlo e dell’imperatrice Zita, e della principessa Margherita di Savoia-Aosta (nata a Capodimonte, il 7 aprile 1930), figlia di Amedeo di Savoia, III duca d’Aosta (1898-1942), e della principessa di Francia Anne-Hélène Marie d’Orléans (1906-1986). “Martino” è quindi il nipote di due nonni illustri: Carlo, l’ultimo imperatore, e Amedeo, vicerè d’Etiopia, morto a Nairobi, il 3 marzo 1942, dopo la resa sull’Amba Alagi. 

L’Arciduca vive in Italia, a Sartirana Lomellina (PV), dove svolge la sua attività di imprenditore agricolo. È sposato alla principessa Katharina von Isenburg, dalla quale ha avuto quattro figli: Bartolomeo, Emanuele, Elena e Luigi.




POSTFAZIONE DI LUIGI MASCILLI MIGLIORINI

È difficile spiegare meglio di Roberto Coaloa in questo bel volume, Franz Ferdinand. Da Mayerling a Sarajevo. L’erede al trono Francesco Ferdinando d’Austria-Este (1863-1914), il senso di una data come il 28 giugno 1914; una data che non può certo vantare la gloria di altre, squillanti di attese – il 14 luglio del 1789 ad esempio -, ma che come poche altre ha assunto il peso di una cesura tra tutto quello che c’è stato prima e tutto quello che è avvenuto poi.

L’attentato di Sarajevo è, senza possibilità di dubbio, il momento in cui la finis Europae, tante volte annunciata, si materializza in forma definitiva, irrevocabile. E se poi accade – come in realtà è accaduto – che questa fine si sia trascinata assai più a lungo di quanto potesse prevedersi, al punto che ancora oggi ne guardiamo e ne commentiamo gli ultimi, preoccupanti e melanconici esiti, Sarajevo si staglia come il giorno che orienta, indirizza tutti i discorsi possibili sul tramonto della civiltà europea.

La figura che la storia lega indissolubilmente a quella data e a quel luogo è l’erede al trono dell’Impero asburgico, Francesco Ferdinando d’Austria-Este; figura destinata, tuttavia, davanti alla grandezza dell’evento che allora si produce e a tutto quello che da esso si genera, a rimanere nell’ombra, personaggio alquanto incolore a cui, nella distribuzione delle parti nella tragedia, il regista riserva il ruolo di occasionale, anonimo pretesto per lo scatenarsi del dramma.

È giusto, quindi, che oggi – a cento anni da quel giorno – ci si interroghi con maggiore attenzione su questo personaggio, si indaghi attentamente, quasi affettuosamente, come fa Roberto Coaloa, il formarsi di un’esistenza che altrimenti sembrerebbe essere venuta al mondo solo per trovarsi casualmente una domenica mattina di giugno in una strada di una città balcanica, per consentire al Destino (altri la chiamerebbero la Storia) di svolgere il proprio disegno. Le sue letture, i suoi viaggi, le sue passioni, l’amore tenace per una donna, Sophie Chotek, che egli sposa anche forzando le convenienze di una Corte, quella asburgica, particolarmente legata ai modelli della tradizione, non possono, insomma, essere stati solo dei trascurabili particolari di una vita che trova la sua ragione (non oso dire la sua gloria) nel diventare il casus di un suicidio collettivo.

Si provi, dunque, a immaginare, con l’aiuto di queste pagine, una vita scritta come sono normalmente le vite, a partire dall’inizio e non dalla fine. Se ne apprezzino i successivi arricchimenti, i crocevia, i dubbi e le scelte, le casualità che solo la tragedia di Mayerling indirizza verso un esito inatteso e fatale. Ci si spinga persino – come l’autore sollecita a fare – fino al punto di immaginare un mondo diverso nel quale Franz Ferdinand non viene ucciso a Sarajevo il 28 giugno 1914, non scoppia la guerra in Europa e l’Impero asburgico riesce, anche grazie alla visione politica del successore di Francesco Giuseppe, a risolvere i difficili problemi che il suo lungo regno, nato sulle barricate del 1848 e finito nelle trincee di Verdun, aveva trascinato irrisolti. Si provi, dunque, il sottile piacere dell’ucronia di cui è intessuto questo libro, non per sciocco desiderio di evasione dalle maglie soffocanti della Storia quale essa, irrevocabilmente, è stata; al contrario, per capire meglio questa Storia e, una volta capita, avere con essa un rapporto meno obbligato, meno opprimente.

Roberto Coaloa ricorda, assai opportunamente, che Franz Ferdinand si muoveva ancora nella scia della tradizione, mai definitivamente smarritasi a Vienna, che si era incarnata nella prima metà del secolo XIX nella figura del principe di Metternich. A lui si dovevano alcuni assunti fondamentali che avevano garantito la sopravvivenza dell’Impero asburgico durante la tempesta napoleonica, ne avevano assicurato la centralità politica dopo il Congresso di Vienna, gli avevano consentito di superare la crisi tutt’altro che trascurabile dei domini italiani, rimanendo al centro dell’equilibrio continentale. Questi assunti, sul piano delle relazioni internazionali, possono riassumersi, da un lato, nel mantenimento della integrità dell’Impero ottomano e, dall’altro, nella radicale diversità di orizzonti dalle aspirazioni all’unità tedesca; nella distanza profonda che – al di là di ogni opportuna e contingente alleanza – avrebbe diviso l’Austria dalla Prussia.

Su entrambi questi punti-chiave la politica asburgica si era assai allontanata dalla ispirazione di Metternich e si presentava, il giorno prima di Sarajevo, sostanzialmente indebolita nelle sue capacità di manovra e di mediazione nell’inquieto scacchiere continentale. Per un verso, infatti, la diplomazia austriaca si era “accomodata” nella Triplice Alleanza in una condizione di progressiva subalternità alla potenza tedesca, che era una condizione non solo politica e militare (forse inevitabile), ma una condizione, per così dire, ideologica, nel senso che (e questo era inevitabile) il Reich guglielmino appare via via a Vienna come il plausibile approdo del mondo tedesco, quasi un Anschluss mentale e anticipato che il principe Metternich avrebbe contemplato con orrore e preoccupazione, e con lui il suo discepolo Franz Ferdinand.

Per altro verso – e su questo le osservazioni di Roberto Coaloa sono particolarmente stimolanti – l’occupazione della Bosnia-Erzegovina nel 1908 segna un punto di non rottura e di non ritorno nella tradizione della diplomazia asburgica. A partire da questa data, infatti, l’Austria non può più ritenersi garante dell’integrità ottomana, ma questo significa, in termini più generali, che l’Austria non è più la solida garante (le rocher avrebbe detto Metternich) dell’equilibrio europeo così come esso si era costituito cento anni prima nel Congresso di Vienna e come si era conservato attraverso le molteplici crisi e perturbazioni di un lungo e complicato secolo.

Nel sommarsi di questi due elementi la politica austriaca non avvertiva, tuttavia, i profondi pericoli che vi nascondevano. Trascinata dall’Impero germanico a una ridiscussione radicale dell’equilibrio europeo, Vienna non aveva la preparazione, e soprattutto non aveva obiettivi capaci di reggere e rendere accettabile lo sforzo drammatico che quella ridiscussione avrebbe comportato. Sonnambulo tra i sonnambuli, l’Impero asburgico si consegna alla propria fine senza quasi avvedersene. E qui certo fa eccezione Franz Ferdinand che Roberto Coaloa mostra, al contrario, ben avvertito dei rischi di questa politica e disposto a esplorare persino dei “rovesciamenti di alleanze” che avrebbero potuto condurre l’Austria-Ungheria a una ripresa di relazioni, se non a un’alleanza con le potenze occidentali.

Se ciò fosse accaduto, Franz Ferdinand si sarebbe rivelato uno dei più straordinari discepoli della duttile diplomazia metternichiana, un interprete tardivo e felice della capacità dell’antico cancelliere di Francesco I, di mantenere l’Austria al centro di un sistema di alleanze multiple e, dunque, al centro dell’equilibrio europeo. Se ciò fosse accaduto nessuno, però, ricorderebbe la data del 28 giugno 1914.